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martedì 1 luglio 2014

Tornata, rigenerata, grafica nuova e... un altro blog.

Sono riapparsa! Mamma mia che periodo...
Finito il primo anno di superiori, compiti, tanti libri, le amiche...
Così, per tornare qua in grande stile ho deciso di cambiare grafica! Bhe i fiori possono sembrare tanto Tumblr, ma che devo dire, io adoro i fiori, mi tranquillizzano e lo scopo di questo blog era in primis di calmante, un posto dove scrivere tutto ciò che mi passava per la testa.

Ora, insieme alla mia amica Sofia, stiamo crescendo e iniziamo a pensare al futuro, anche se il futuro che vediamo noi è un po' distorto e influenzato dai nostri sogni da adolescenti... Quelli di fama e di gloria, che un po' tutti hanno avuto alla nostra età. Noi vogliamo che questi sogni diventino realtà, ovviamente, ma sappiamo che it's a long way to the top if you wanna rock n'roll ( -cit hehe ).
Poco fa a ho letto su un libro "IL mondo non è un ufficio esaudimento desideri". Esatto. Per realizzare un sogno bisogna essere più che svegli.
Perciò abbiamo deciso di creare un blog in società, dove possiamo scrivere scrivere scrivere. Scrivere di tutto, le passioni, ciò che ci rattrista e ciò che ci rende felici.

Se qualcuno volesse farci un salto, ecco il link Completly random journal of two not so normal girls

Io continuerò a postare qua, ma tutto ( o quasi ) quello che scriverò qua andrà anche la, insieme ai post di Sofia.
Ora è tardi, mi guardo un filmetto leggero e me ne vado a letto.

Buonanotte :)

lunedì 7 aprile 2014

Recensione "Chicago"

Chicago è un film del 2002 diretto da Rob Marshall tratto dal famoso musical di Broadway "Chicago".
Il succo di tutto il film è che chiunque farebbe qualunque cosa per i suoi 15 minuti di gloria.
I protagonisti, soprattutto Velma e Roxie, sono ossessionate dalla luce di quel riflettore che splende sopra di loro, le illumina, seppure di una luce tinta di sangue, e ucciderebbero ( letteralmente ) per non far spostare quel riflettore sulla prossima arrivata sulla scena e far raddoppiare quei 15 minuti.
Tutta la fama sembra però voler restare alla larga da Hart, che ci canta in "Mr Cellophane" tutta l'amarezza che serba in se stesso, tutta la rabbia causata dal continuo allontanamento dalla gloria e dalla popolarità e ci da l'idea di quell'ombra a teatro che si scorge dietro le quinte e che sembra non contare nulla, ma in realtà svolge un ruolo fondamentale.
Così come lo scaltro avvocato Billy Flynn, il burattinaio ( figura che si ritrova in "We both reached for the gun" )  che è poi colui che manovra e dirige il tanto desiderato riflettore.
Ottima sceneggiatura, colori azzeccatissimi e attori egregi, per non parlare della sincronia aliena dei ballerini nelle coreografie.
Non  mi sorprende che si sia accaparrato 6 oscar.
Good Job!

lunedì 31 marzo 2014

Recensione "Storia di una ladra di libri"

"Storia di una ladra di libri", questo il titolo del film del 2013 diretto da Brian Percival.
Ambientato in uno dei più freddi climi storici,quello nazista, la prima scena di tutto il film si apre con la profonda e inesorabile voce del narratore onnisciente, interpretato dalla morte.
Colei che porta via.
Difatti la protagonista viene colpita da una serie di lutti che sta solo allo spettatore definire sventura o fato.
Il fato gioca un ruolo importante, quasi fondamentale, nel film; così centrale che si può quasi definire lui stesso il protagonista del lungometraggio.
Altrimenti come potrebbe una bambina che deve patire tutta la crudeltà che l'uomo può esprimere in gesti, parole e azioni, trovare il positivo? Trovare il fiore nel campo di erbacce?
Semplice, è lei il fiore.
Un fiore che scrive, narra, descrive e osserva con occhi critici e inquisitori un mondo di violenze a cui non appartiene, ma al quale è stata assegnata.
L'ironia di vivere in Via Paradiso, che non è altro che un inferno caldo che brucia tra la candida neve tedesca.
Il rosso scarlatto di bandiere e quei riccoli dorati, quella cascata aurea che splende come una gemma al sole.
Un film che affronta temi difficili.
Un ebreo che sfida le bombe guardando il cielo stellato.
 E quelle stesse stelle, che piangono la miseria di uomini che hanno perso, o forse non hanno mai trovato, la pace.
Scrivere un libro può essere la salvezza? No.
Scrivere un libro però, in questo film, significa riscatto.
Il riscatto di una ragazzina chiamata scema, ma che non si perde d'animo e continua a lottare fino all'ultimo mortale respiro per l'unica occasione che ha di essere.
Le scene, i costumi, i colori, gli attori, tutto molo coerente ed adatto.
L'unica pecca sta forse nei fotogrammi in cui vengoni inquadrate le parole, quelle famigerate parole che sembrano uno sfondo ma in realtà sono uno dei soggetti principali.
Essendo il film ambienatao in Germania, le scritte dovrebbero essere in tedesco, mentre sono invece in inglese.
Ma nulla è perfetto.
Tranne forse, come mostrato in questo film, il devastante tempismo del caro narratore onnisciente.
La tanto temuta morte.



domenica 23 marzo 2014

Boogie Woogie

Scendendo le scale che portavano alla saletta continuavo a ripetermi chi me lo avesse fatto fare. In fondo ho sempre odiato la musica alta, gli schiamazzi e la confusione...
 Poi, come un fulmine a ciel sereno, ecco il ricordo di Emma, la mia migliore amica amante della bambagia e delle feste, che la sera prima mi aveva pregato di venire, argomentando le sue suppliche e facendomi sentire in difetto;
" Non esci mai di casa!" mi aveva detto, " Inizierai a fare la muffa su quella macchina da scrivere!" aveva continuato ed io, forse per accontentarla, avevo deciso di venire. Ed ora eccomi li, seduta a quel tavolino di legno duro ed immobile, un po'come me. La sigaretta vicino a me si dissolve piano ed un fumo denso danza a ritmo di musica come tutti quelli intorno a me. Volteggiano, saltano, le donne fanno ruotare le gonne che si alzano e mostrano calze scure. Tutti ridono ed ogni tanto qualcuno da un calcio al mio tavolo, spezzando la dolce danza del fumo acre della sigaretta, ormai ridotta a poco più di un mozzicone e facendo tremare il mio bicchiere, che mi vedo costretta a tenere con una mano. Il recipiente e' di un vetro spesso e un po' graffiato e racchiude l'ambrosia delle persone annoiate: la birra. La sorseggio e sento il gusto amaro che rispecchia il mio stato d'animo; guardo dentro al bicchiere. Bollicine. Frizzanti e scoppiettanti, come questo Boogie Woogie. E solo allora mi rendo conto che la mia vita è come una birra senza bollicine: amara e ferma, quasi stagnante. Appoggio la testa su una mano, ho paura che la nuca possa appesantirsi e cadere per i troppi pensieri. Non sento più la musica, riesco solo ad ascoltare il mio sproloquio interno. Sono annoiata? Si, molto, ma sopratutto sono sola. Sono sola nel mezzo di una folla di ballerini sudati. Interagiscono tutti... o cosi sembra. Un altro calcio mi riporta nell'angusta saletta e i miei pensieri svaniscono non appena noto un ragazzo dietro di me. sembra essere sulla ventina, come me. ha i capelli tra il chiaro e lo scuro, di un colore non ben definito; la camicia a scacchi non sembra essere indossata, ma solo appoggiata sulle spalle. E'solo, come me. Osserva con desiderio gli altri ballare, ma nel contempo sembra essere a disagio e fuori posto. Nel frattempo la birra è finita ed io non credo di voler sopportare un'altra canzone, così decido di andarmene. Emma non si accorgerebbe comunque della mia assenza, visto sembra non voler notare la mia presenza. E' molto occupata a ballare con un ragazzo vicino alle scale... Lascio qualche monetina sul tavolo per pagare la birra e mi alzo, la mia gonna mi sfiora le ginocchia e le scarpe seguono la volontà dei piedi che si muovono verso le scale. Voglio andare a casa, scrivere a macchina una lettera che non invierò mai a nessuno e poi andare a dormire. Quando sto per uscire sento un tocco sulla spalla; mi volto un po' irritata e vedo davanti a me il ragazzo con la camicia a quadri. Ha un sorriso impacciato e dopo qualche istante sputa fuori in un solo fiato:<< Salve signorina vorrebbe ballare?>>. Mi fermo. Sto per rifiutare, quando ripenso alla birra, alle bollicine e alla stagnante monotonia della mia vita. Penso. O forse no, magari non sto riflettendo, ma mi sto solo gettando tra le braccia dell'impulso. Accetto. Iniziamo a ballare... Non è poi così male, tranne forse per i continui urti con gli altri e qualche gocciolina perlata di sudore. La canzone finisce e chiedo al ragazzo il suo nome... Me lo rivela ed io gli svelo il mio. Iniziamo a parlare ed io mi dimentico di dovermene andare. Dopo ore che a me sembrano minuti la musica muore e l'aria è ora satura di saluti e rumori di passi incerti. Devo salutare il mio nuovo amico. Prima però gli dico:<< Sai, ho sempre odiato i posti come questi, ma stasera è stato divertente ballare con te>> Lui mi fissa e poi mi risponde:<< Già, anche io, ma stasera un mio amico mi ha trascinato qua... Si può dire che ne sia valsa la pena>>. Non so se io creda all'astrattezza del fato, ma le coincidenze sono reali! Ci salutiamo e ci scambiamo gli indirizzi. Forse, stasera, la mia solita lettera avrà un destinatario diverso dal cestino della carta straccia.

martedì 14 gennaio 2014

Everybody grow old

Non tutti danno il merito che la vecchiaia si merita. La vecchiaia, lo stadio finale di una vita intera... Io la paragono a una farfalla che ha vissuto tutta la sua vita da bruco, che col passare del tempo,si va lentamente a creare un bozzolo di esperienze intorno, che sarà poi la culla della sua rinascita da farfalla, con molta meno energia ma più storie da raccontare, che va pian piano a spegnarsi all'orizzonte, le storie di una vita narrate nei colori delle sue ali.

Fenice

Voglio fare qualcosa di importante per rimanere immortale perchè la paura di morire è pesante Voglio fare qualcosa di grandioso Diventare una pietra miliare Così da venire ricordata anche alla fine della mia vita mortale Vorrei rinascere dalle ceneri come una fenice Ma più di tutto nel tempo che ho vorrei solo esser felice. Questa specie di "poesia" l'ho scritta un mesetto fa, quando il nostro prof ci aveva fatto un discorso molto incoraggiante e ispiratore... E mi è venuta l'idea :)

sabato 23 marzo 2013

Bronzo che vale come oro

Dopo un estenuante periodo d'attesa, ieri sera c'è stata la premiazione del premio letterario " Come Libero Bigiaretti" a cui avevo partecipato. Non sono arrivata prima, bensì terza ma posso dire con tutto l'orgoglio che ho... che un mio racconto è stato pubblicato su un libro!! Inoltre come premio per i terzi ( 3 a pari merito ) classificati c'era la Divina Commedia COMPLETA e un vocabolario di francese... Sono stata felicissima anche per quello, visto che a settembre andrò al Liceo "Socio psico pedagogico" e questi libri mi saranno utilissimi :) Ora devo andare, on sapete i compiti che ho. Ciao a tutti :D

domenica 9 dicembre 2012

Pubblictà :D

qualche giorno fa il mio vecchio ha aperto una pagina su Facebook in cui pubblica le sue creazioni :) se vi interessa buttare un occhio ecco il link : http://www.facebook.com/pages/Caffeina-Lab/306582136120865?fref=ts ciao a tutti :)

martedì 4 dicembre 2012

Tante persone mi chiedono altrettante volte cos'è secondo me la musica. La musica secondo me è un brivido che parte piano dal cuore e poi si espande con più intesità lungo tutta la schiena. La musica è un fantasma he ti passa attraverso e si porta via la parte di te in cui si sono accumulate le ansie e le paure. La musica è una donna elegante, che cammina per la strada più sporca e riesce a renderla luminosa. Ma la musica... è un sentimento.

mercoledì 21 novembre 2012

iPaper

La tecnologia è pensata anche per aiutarci a vivere meglio le nostre passioni, come per esempio la lettura. Ora di qyesti apparecchietti per leggere ce ne sono a centinaia: Kobo, Kindle, Kindle fire Hd, leggo di qui e leggo di là. Sono davvero molto comodi, infatti entrano in borsa tantissimi libri racchiusi in un unico schermo e sono molto più economici. Però la freddezza dello schermo inerme non darà mai la sensazione che da un libro di carta. Quando appoggi il dito per girare pagina e la carta ruvida ti accarezza i polpastrelli e ti trasmette un brivido che ti da la forza di girare pagina e continuare ad accarezzare le parole. E poi il profumo... ogni libro ha un suo odore ed ogni volta che apri la pagina ti senti pervadere da quel inebriante scia che ti accompagna durante tutta la lettura. Persino il segnalibro ha una sua emozione... I tablet sono il futuro. I libri sono il passato; e per scriere il futoro bisogna leggere il passato. Buona notte a tutti :)

domenica 11 novembre 2012

Pioggia : istruzioni all'uso

Molti odiano la pioggia. Secondo me non è odio, ma piuttosto noia. Infatti gran parte delle persone vede la pioggia come una guastafeste, che non ti fa uscire e ti reclude in casa. Invece penso che la pioggia sia un'occasione da sfruttare...soprattutto nei week-end; quando ti ricapita di avere una scusa per oziare?? Io per esempio oggi mi sono data al relax più sfrenato ;P Pigiamone di pail caldo e morbido, la poltrona , qualche coperta , un bel bicchiere di succo di mela e il primo volume di kill bill. E' stato davvero un piacere osservare il genio di Tarantino sfogarsi con il sottofondo della pioggia che cade e batte sui tetti e sulle grondaie. Invece stamattina mi sono legata al letto e ho letto ben 10 capitoli di " Angeli e Demoni " di Dan Brown. I libri thriller sono davvero più gustosi quando fuori piove! In fondo a me la pioggia piace. Mi rilassa e ha un odore fantastico... infatti adoro annusare il profumo del fumo dei camini intrecciarsi con quello della pioggia... Ed ora... bhè ora stanno per iniziare gli MTV MUSIC AWARDS e parteciperanno anche i Green Day perciò non posso perdermeli; inoltre fuori piove ancora ( che bello :3 ) Scappo. Buona pioggia a tutti!

venerdì 9 novembre 2012

Un sogno di Ferragosto

Stasera volevo solo raccontarvi una storia che ho scritto. è per un concorso letterario intitolato a Libero Bigiaretti, mio illustre concittadino ( se vi interessa : http://it.wikipedia.org/wiki/Libero_Bigiaretti ) ecco il mio racconto :D Mirta osservava quella vecchia sedia di legno scuro che dondolava con un ritmo talmente preciso da far pensare che fosse meccanizzata. Sua nonna, seduta su di essa, stava osservando l’orizzonte da dietro quei suoi occhialetti pizzicati sul naso con un una tazza di caffè in mano. Caffè nero come la pece e dolce come il riso di un bambino. Mirta non riusciva a spiegarsi come facesse a bere una bevanda così calda in una sera d’agosto. Lei, seduta a terra vicino al tavolinetto, si godeva la poca aria fresca che riusciva a trapassare la veranda, facendo muovere leggermente lo scacciapensieri che ella aveva costruito un anno prima, sempre in estate, con le piume che aveva trovato davanti alla scuola. Ma torniamo a Mirta; lei era una ragazzina di 14 anni coi capelli biondo miele, delle labbra rosa e una faccia ovale e molto graziosa. Nessuno in paese si meravigliava che persino i muri si voltassero per osservare quella figura che volteggiava elegante tra le bancarelle di vestiti e nastri, con un sorriso appena accennato. Quella sera, mentre Mirta si dirigeva verso la sua camera, notò un filo che pendeva dal soffitto; così, incuriosita, decise di tirarlo. Lo stupore fece contrarre la faccia della ragazza in un’ espressione davvero insolita: infatti una scala di ciliegio era appena comparsa e pareva che la stesse invitando a salire. Come se si fosse accorta dell’invito, Mirta appoggiò prima un piede e poi l’altro e senza nemmeno accorgersene era stata catapultata in una stanza che sembrava molto antica. Una mansarda tutta tappezzata di carta da parati rosa con tanti fiorellini, e un pavimento ricoperto da molti strati di polvere, che si erano pazientemente accumulati dall’ultima rassettata. Un letto di legno scuro sostava immobile al di sotto di una finestra piuttosto piccola, ma dalla quale l’esile e minuta figura di Mirta sarebbe passata senza troppi intoppi. Infine una cassapanca rivestita da una stoffa strappata e marcia era posizionata in un angolo come se fosse in punizione. Alla vista di quella, la ragazza non potè esimersi dall’ emettere un risolino aggraziato, pensando a Giulio, il suo compagno che a scuola veniva sempre messo in castigo dalla professoressa, Mentre osservava quella stanza a lei sconosciuta sentì che la nonna stava chiudendo la scala: Mirta non fece in tempo ad avvertire l’anziana donna che ella si trovava nella mansarda e così vi rimase chiusa dentro. Essendo una persona molto composta, lei non venne colta dal panico, ma aprì prudentemente la finestra per evitare di essere soffocata da tutta quella polvere, che, con lo spostamento d’aria dovuto al richiudimento della scala, aveva preso a danzare nell’aria solleticando il nasino di porcellana di Mirta. Al tatto quelle ante erano umide e odoravano leggermente di muffa. D’un tratto, tutta la polvere si posò a terra come se qualcuno avesse legato, ad ogni singolo granello, un macigno. Tutti i mobili sparirono, lasciando spazio al cielo. Tutto il paesaggio che si poteva osservare dalla finestra era magicamente entrato nella stanza riempiendola. Mirta si comportava come se tutto fosse normale, come se fosse una cosa di tutti i giorni. Con molta naturalezza si appoggiò al davanzale; in lontananza vide delle luci colorate accendersi ad intermittenza e sentì della musica che si intrecciava con i soffì del vento, creando un’unica melodia, dolce e morbida che si insinuava sotto la pelle di Mirta e le procurava un brivido, che le percorreva tutta la schiena. La curiosità era ormai tale da far fare un passo di troppo alla ragazza, che cadde, ma stranamente non si ritrovò al suolo, bensì tra le braccia di qualcosa di luminoso e soffice. Era la Luna che, con una prontezza di riflessi degna di un atleta, era riuscita a coglierla, come una piuma che cade e viene acchiappata da un bambino. La grande massa aveva poi delicatamente posato la ragazza nel mezzo di un tripudio di luci, colori e suoni. Era la festa che ella aveva precedentemente visto dalla finestra. Spaesata sentì di nuovo qualcuno afferrarla. Stavolta però era un ragazzo che la fece girare e ballare. Purtroppo egli non aveva volto, ma solo una folta chioma ramata e scompigliata che faceva ballonzolare alcuni ciuffi. Mirta avvertiva una sensazione di vuoto e poco dopo si ritrovò nella sua stanza, comodamente adagiata sul letto dipinto di bianco. Era stato solo un sogno di ferragosto, anche se, affacciandosi alla finestra, rivide di nuovo quel ragazzo senza volto salutarla e poi scappare.

lunedì 10 settembre 2012

Another song

hello! ho scritto un altro testo cari :3 si chiama the dark side of your soul ed è un pochino triste :) cmq u mio amico che suona la chitarra mi ci sta mettendo ritmo e accordi :D ahh un altra cosa!! ho creato una radio su spreaker! si chiama RadioPeach, se volete fateci un salto... oggi con molta probabilità registrerò la prima puntata :D cmq il testo : Stand up and switch off the lights You are in the room Please honey close your eyes So you can see the dark side The dark side of your soul Did you remember the time? When we was in love When we was child When we was young When we made mistake And when you and I Was just two soul Lost in the dark side Yhea honey… You remember? It was only a time And now you and I Are lost in the side But now… We choice how.

venerdì 3 agosto 2012

Messaggino volante

Un piccolo messaggio che lancio alla gente razzista : ricordatevi sempre la vostra ombra è nera ;)

giovedì 12 luglio 2012

Alla fine andrà tutto bene. se non andrà bene non è la fine...

John Lennon. Un personaggio da me molto stimato che di certo non buttava via parole. Lui le utilizzava come arma. Un'arma contro l'odio e l'indifferenza, contro la gente ignorante e ottusa, gente che portava i paraocchi, ma non fatti di ferro o cuoio. Fatti di razzismo, di principi morali troppo rigidi e di etichette attaccate per forza. Nella vita bisogna osare, aggiungere un pizzico di colore al grigio della società, perché ci plasma tutti uguali. Guardando la realtà sembra quasi di vedere un video,famoso e veritiero, che è quello di " another brick in the wall" dei pink Floyd in cui tutti sono coniati con gli stessi vestiti e le stesse facce. Ribellarsi. Una parola che fa paura a molti ma da usare soprattutto in questi tempi, dove non possiamo permettere di diventare un altro mattone nel muro. e una volta che questo muro sarà completo...verrà abbattuto. meglio quindi non farlo sorgere, così da non pagarne le consguenze

lunedì 9 luglio 2012

A song from my mind

salve... allora sto prendendo lezioni di piano e se diventerò brava ( lo spero ) vorrei inventare una canzone. in questa vorrei aggiungere un testo ( magari in inglese, visto che adoro parlare in questa lingua così smart ). io l'avrei anche abbozzato ma servirebbe un parere... e qualcuno che canta perchè io sono stonata ^-^ magari anche qualcuno che scriva la musica... insomma io metto il testo :P premetto che mi piace il rock e gli strumenti che vorrei usare sono tipici del genere quindi chitarre, batteria, basso e piano|tastiera. quindi questo è il testo :) : Always on right. One day, i was walking on my way and, i met my destiny he watch me in the eye and then he say stand up girl and don't be late you have to change the world humanity can't wait. Now and forever i walk on right because is the best side from right i can see the world and i can change it always on right!! it's the best side RIT- always on right!! ohhhohohooooooooohohoooooooo... and then the heart say to me i can do a thing i can start to use word because a pen is bettere than a sword RIT- one day i meet the future and belive me it's a murder. LYRICS BY SASI music by ??? carina? nessun riferimento politico ovvio... solo che un giorno mentre andavo in bici babbo mi ha detto di tenermi sempre a destra e mi è sembrato un bel titolo se in inglese... bè ecco qua :D

giovedì 19 maggio 2011

La pietra

Scusate se non sono più andata avanti col libro ma io e la mia compagna abbiamo deciso che la scriveremo tutto una volta finito. ( portate pazienza)
Nel frattempo pubblico un abbozzo di trama del racconto che mi ronza in testa.LA PIETRA.

Questo racconto parla di un uomo, che vive nel medioevo, precisamente nel periodo in cui è esplosa la peste.
Lui viene contagiato da sua moglie, che, in punto di morte gli da un ultimo bacio.
Così si ritrova malato e con un figlio da crescere, le tasse da pagare e il grano da comprare.
Ma non è facile sapendo che devi vivere ogni giorno come fosse l’ultimo.
In questa storia accompagneremo Peter, nel viaggio che va dal contagio al periodo della malattia fino alla sua morte.
Questo percorso però non sarà facile.
Infatti dovrà cercare di non contagiare il figlio e guadagnarsi il pane.
Trovare un lavoro però non è semplice, visto che sei malato e lavorare nei campi non è possibile.
Si ridurrà così, aiutato dalla sua astuzia e dalla sua bellezza,a conquistare il cuore di una nobile, capace di mantenere lui e il figliolo, non ancora colpito dal flagello.
Sul punto di morte regalerà una pietra la figlio, la pietra che viene tramandata da generazione in generazione, che però è stata infettata.
Una storia triste, ch sul finale potrebbe strappare qualche lacrima , ma allo stesso tempo farà capire l’amore per la vita e per una donna, nonché mostrerà l’arte di sapersi arrangiare.




By sasipech(tutti i diritti riservati.<-- =) P.s la pietra era l'opale: secondo una scrittura medioevale si illuminava quando ci si ammalava di peste e si scoloriva alla morte.

martedì 29 marzo 2011

Il Fiore di fuoco capitolo 1

"La mia nuova vita"

Phoenix, Arizona anno 2040.

"Da quella tragica notte sono passati tredici anni,e tutto questo tempo l'ho passato in un orfanotrofio, ma finalmente oggi sono di nuovo libera."
Furono queste le parole che scrissi nel mio diario la mattina del giorno in cui i miei nuovi genitori mi vennero a prendere all'istituto.
Dalle foto che mi avevano inviato sembravano delle brave persone.
Dopo la mia brutta esperienza, avevo sempre avuto problemi a fidarmi della gente, ma con Jennifer e James era diverso, loro mi infondevano fiducia, i loro visi mi facevano sentire al sicuro.
" Erin, i tuoi nuovi genitori ti stanno aspettando al piano di sotto" disse una delle inservienti che lavoravano li'.
Sorrisi e mi precipitai dalle scale.
Arrivata al piano di sotto vidi Jennifer e James e il loro figlio Ray ad aspettarmi.
" ciao" mi disse Jennifer. "ciao" risposi con un sorriso.
La osservai con molta attenzione, i suoi occhi verdi mi studiavano... Era inquetante, sentii il sangue ghiacciarsi nelle vene.
Ray si avvicino' " lascia, la prendo io la tua valigia." mi disse; lo guardai con interesse, i suoi occhi erano di uno stranissimo color oro, ma aveva uno splendido sorriso!
" Ne sei sicuro? La mia valigia pesa una tonnellata!" " non preoccuparti, sono forte"
Ray afferro' la valigia e la porto' in macchina caricandola senza fatica.
Io salii sul sedile posteriore e mi misi ad ascoltare della musica, chiusi gli occhi e con la mente tornai a "quella" notte, ripensai a cio' che avevo fatto, a come solo con la forza del pensiero appiccai il fuoco.... e di come la casa dei mostri brucio' come un ciocco nel focolare.
Con gli anni avevo imparato a gestire la mia particolare dote: dovevo solo concentrarmi e visualizzare le fiamme.
Le stesse apparivano e cambiavano colore a seconda del mio umore.
Fui ridestata dai miei pensieri quando Ray mi sfilo' gli auricolari del mio vecchissimo e amato Ipod; lo guardai infastidita. " siamo arrivati" disse gentilmente.
Scesi dall'auto e vidi la mia nuova casa; rimasi a bocca aperta: Era stupenda, da fuori sembrava enorme. " Ti piace? " mi chiese Jennifer " E' meravigliosa" risposi.
Entrammo in casa e Jennifer mi accompagno' di sopra, apri'una porta dicendomi: " ecco la tua nuova camera"

lunedì 28 marzo 2011

Amiche e libri.

Sto scrivendo un libro insieme a delle mie amiche.
Una volta pubblicato mi potreste dire cosa ne pensate?
Grazie.Un altra cosa...Devo anche fare un disegno per la copertina...qualcuno di voi mi può aiutare?? grazie in anticipo.
IL FIORE DI FUOCO.
BY nasty,sasi,debby.

Prefazione:
Phoenix, Arizona, anno 2027.

Quando scoprii realmente chi fossi, avevo solo 3 anni, abbandonata dai miei genitori davanti ad una casa, quando avevo soltanto 2 giorni.
Ero cresciuta con delle persone orrende.
Fino a quel fatidico giorno non sapevo che da Al di fuori di quel posto schifoso ci fosse un mondo, io ero cresciuta in una stanza legata ad una sedia.
Il perche' non lo sapevo.
La mia matrigna continuava a ripetermi che ero un mostro, il marito si limitava a picchiarmi tutte le sere, quando tornava a casa ubriaco.
Ma quella sera....
Le cose andarono diversamente; Il mio patrigno era tornato a casa piu' ubriaco del solito e si era dimenticato di legarmi, cosi aspettai che si addormentasse e sgattaiolai al piano di sotto.
Pregai con tutta me stessa che Lily si fosse addormentata sul divano davanti la TV, ma sfortunatamente per me era ancora sveglia.
Quando mi vide ando' su tutte le furie, chiamo' suo marito che barcollando si precipito' giu' per le scale con in mano la pesante catena di ferro nero che fino a quella sera mi aveva sempre imprigionato.
Cominciai ad urlare con tutta la voce che avevo, mi sorpresi, ma loro piu' di me.
i Mostri cominciarono a urlare " sta zitta!!" .
Lucas mi afferro' per una caviglia facendomi cadere, cercai di aggrapparmi a tutto cio' che incontravo.
Un pesante vaso di ceramica rotolo' verso di me, lo afferrai e lo scaraventai contro di lui, centrandolo in pieno.
Lui svenne... e di quello che successe dopo ricordo pochissimo.
L'unica cosa che so' e' che quando mi svegliai ero in un letto d'ospedale, attaccata a dei respitarori artificiali.
Restai in ospedale 2 mesi, poi venni trasferita in un orfanotrofio, dove restai fino all'eta' di 16 anni.

Domani capitolo 1 :)

giovedì 17 marzo 2011

Happy birtday Italia!!

Tanti auguri alla nostra vecchia (150) Italia!!
Se posso seprimere un parere,credo sia uno dei paesi più belli..
Monumenti spettacolari, mari da sogno, culture , dialetti, folklore..
This is the ITALY!!
Tutto ciò lo dobbiamo solo a l'uomo rosso, il paladino che fece di tutti i ritagli un unica meravigliosa coperta a tre colori.
Quindi bè...che dire...
AUGURI ITALIA!!


P.s il disegno è stato fatto da me con pastelli e matita,poi ricolorato con ART rage.

CIAO sasi